Tutta la VQR Minuto per minuto

 

PERCENTUALI DI ASTENSIONE

Da Pisa:

Alla data di chiusura della procedura interna dell’ateneo, 15 febbraio, le astensioni dell’Università di Pisa sono il 35% .

Da Palermo:

Data di chiusura della procedura interna all’ateneo: 31 gennaio. Dato di astensione: 30%.

UniCal:

Censiti 10 dipartimenti su 14. L’astensione (162) si attesta attualmente tra le 10 e le oltre 30 unità per dipartimento e viene stimata al 20% del corpo docente.

Da Firenze:

Data di chiusura della procedura interna all’ateneo: 12 gennaio.

Dati rettorali in data 11.2.2016

“984 colleghe e colleghi hanno chiuso le schede assolvendo il compito di cui al punto 2.2 del Bando Anvur (58.82%)

332 colleghe e colleghi hanno avviato la selezione e non ancora conclusa (19.84%)

357 colleghe e colleghi risultano non aver ancora avviato la selezione (21,33%)”

Da Pavia: censimento aggiornato a LUN 22 febbraio – h.11

Dati 61 % (597/980) dei docenti
ASTENSIONE PERCENTUALE
00) 21 % UNIPV (attuale)
126 astenuti
597 docenti

13 % UNIPV (proiezione)
126 astenuti
980 docenti

01) 9 % BIOLOGIA e BIOTECNOLOGIE
4 astenuti
47 docenti (16 PO – 18 PA – 13 RU)
02) 5 % CHIMICA
2 astenuti
44 docenti (8 PO – 27 PA – 9 RU)
03) 33 % FISICA
14 astenuti
43 docenti (7 PO – 24 PA – 12 RU)
04) 3 % GIURISPRUDENZA
1 astenuto
39 docenti (21 PO – 11 PA – 7 RU)
05) 67 % INGEGNERIA CIVILE e ARCHITETTURA
26 astenuti
39 docenti (7 PO – 19 PA – 13 RU)
06) 55 % INGEGNERIA INDUSTRIALE e INFORMATICA
39 astenuti
71 docenti (23 PO – 25 PA – 23 RU)
07) 24 % MATEMATICA
11 astenuti
45 docenti (16 PO – 17 PA – 12 RU)
08) MEDICINA INTERNA e TERAPIA MEDICA
09) MEDICINA MOLECOLARE
(2) astenuti
10) SANITA’ PUBBLICA, MEDICINA SPERIMENTALE e FORENSE
11) SCIENZE CLINICO CHIRURGHICHE, DIAGNOSTICHE e PEDIATRICHE
12) 1 % SCIENZE ECONOMICHE e AZIENDALI
1 (almeno) astenuto
67 docenti (21 PO – 16 PA – 30 RU)
13) SCIENZE del FARMACO
14) 28 % MUSICOLOGIA e BENI CULTURALI
9 astenuti
32 docenti (8 PO – 21 PA – 3 RU)
15) 21 % SCIENZE POLITICHE e SOCIALI
10 astenuti
48 docenti (12 PO – 24 PA – 12 RU)
16) SCIENZE del SISTEMA NERVOSO e del COMPORTAMENTO
17) 24 % SCIENZE della TERRA e dell’AMBIENTE
10 astenuti
42 docenti (8 PO – 17 PA – 17 RU)
18) 5 % STUDI UMANISTICI
4 astenuti
80 docenti (23 PO – 40 PA – 17 RU)

Da Bari:

Al momento in 258  (il 17%) dichiarano l’astensione. La distribuzione delle astensioni è eterogenea tra dipartimenti, in alcuni casi supera il 50% (Farmacia, Chimica, Agraria et al).

Da PoliMi:

Al momento attuale hanno esplicitamente dichiarato di non aderire alla VQR 149 colleghi su 1335 pari all’11,2%.

In testa nell’astensione i dipartimenti di Elettronica (DEIB) con 54 astensioni, Civile e ambientale (DICA) con 39 e Chimica (CIMIC) con 27.

 

Da Uninsubria:

Data di chiusura della procedura interna all’ateneo: 15 febbraio (si attende notizia ufficiale di una proroga).

Percentuale astensione a venerdì 19 febbraio. Il 18% non ha iniziato la procedura. 107 su 359 hanno dichiarato astensione.

Da Salerno:

Ad una settimana dalla assemblea di ateneo le dichiarazioni di astensione erano 126, pari al 13,8%. Le astensioni esplicite sono concentrate in 8 dipartimenti su 16 con variazioni dal 10% al 63%. Attualmente non hanno completato la procedura di selezione il 20-25% dei colleghi. La data di chiusura della procedura interna dell’ateneo è stata prorogata al 4 marzo.

Da Napoli, Federico II

L’astensione è stimata tra il 10 e il 15%.

Da Bologna:

Data di chiusura della procedura interna all’ateneo: 25 gennaio.

In una lettera al Rettore datata 26 gennaio 2016, 142 sottoscrittori hanno dichiarato l’astensione. Sono state registrate due defezioni che portano a 140 il numero delle sottoscrizioni pervenute in Rettorato (le ulteriori richieste di sottoscrizione pervenute non potevano essere aggiunte al documento originario) . Informazione a cura del “Coordinamento d’ateneo sull’astensione collettiva dalla VQR 2011-2014”.

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MOZIONI DI ASTENSIONE E ALTRE NOTIZIE

Da PoliTo:

Si è tenuta una assemblea il 19 febbraio nel Dipartimento di architettura e Design. Si annota che non è stata indicata nessuna scadenza interna per il completamento della procedura VQR.

Da Uninsubria:

Il 19 si è tenuto un nuovo incontro tra una delegazione di docenti e il rettore.

Da Bari:

Sul portale dell’ateneo oltre un centinaio di colleghi astenuti hanno voluto rendere visibili le pubblicazioni che si astengono da sottoporre a valutazione.

Da Pavia:

A seguito dell’assemblea di ateneo  del 4 febbraio (si veda documento relativo più oltre), il 10 febbraio:

L’assemblea, alla quale hanno partecipato 33 docenti del dipartimento di Scienze del Farmaco (n.d.r. componente docente del dipartimento: 41) ha discusso e valutato:

1) l’indifferenza del governo di fronte alla drammatica situazione che l’Università patisce da anni dovuta al suo sistematico sottofinanziamento, persino rispetto a parametri di costo previsti dallo stesso governo. Questo si traduce in particolare nella penalizzazione del diritto allo studio e delle prospettive occupazionali e di carriera di precari e giovani ricercatori;

2) le macroscopiche incongruenze del processo di valutazione in atto (VQR);

3) una premialità che finora si è tradotta in una redistribuzione di tagli ai

finanziamenti ordinari, anziché in un finanziamento aggiuntivo agli Atenei;

4) il reiterarsi di consistenti finanziamenti a enti (IIT di Genova) e progetti (Human Technopole di Milano) estranei sia alla tradizione accademica, sia a quella di ricerca (CNR, ASI, INFN) del nostro Paese;

5) il ripetersi d’interventi improvvisati, costosi e calati dall’alto, quali il reclutamento di 500 “superdocenti”, in deroga ai risultati dell’abilitazione scientifica nazionale;

6) l’assenza di qualsiasi risposta alle richieste economiche dei docenti universitari, che discrimina il comparto universitario rispetto a tutte le altre categorie non contrattualizzate in regime di diritto pubblico.

L’assemblea, nell’ottica di continuare a lavorare collegialmente per il bene dell’ Ateneo pavese e dell’Università italiana, ha quindi deliberato di:

  1. a) sostenere l’astensione dalle procedure previste per la VQR;
  2. b) invitare il Rettore a condividere le motivazioni della protesta e a rappresentarne le istanze presso tutte le sedi istituzionali;
  3. c) illustrare, anche in occasione della “Primavera dell’Università” del 21 marzo 2016, le ragioni del dissenso all’interno e all’esterno della comunità accademica, evidenziando come questa forma di protesta sia stata scelta minimizzando danni e disagi agli studenti;
  4. d) aggiornarsi ai primi di marzo, per valutare l’evoluzione della situazione e assumere decisioni conseguenti.

Approvata a maggioranza (astenuti 9) .

Da Pisa:

10 Febbraio  2016

Al Direttore del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale

Al Magnifico Rettore dell’Università di Pisa

Al Senato Accademico dell’Università di Pisa

Al Consiglio di Amministrazione dell’Università di Pisa

Oggetto: Iniziativa contro il blocco delle classi e degli scatti stipendiali della Docenza Universitaria

I sottoscritti docenti del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa, constatano con totale disappunto che dopo il blocco delle classi e degli scatti stipendiali applicato per il quinquennio 2011-2015 la Legge di Stabilità 2016 ha previsto lo sblocco
per i docenti universitari solamente dal 1° gennaio 2016 e senza il riconoscimento giuridico del  quinquennio 2011-2015.

I sottoscritti contestano fermamente il trattamento ingiustamente discriminatorio che è stato riservato alla loro categoria rispetto ad altri dipendenti pubblici per i quali il blocco o non è mai esistito (come nel caso dei magistrati) o è stato applicato per il solo quadriennio 2011-2014
e comunque con il relativo riconoscimento giuridico (è questo il caso dei ricercatori del CNR). Ma al di là dell’aspetto retributivo, che pure non è trascurabile, i sottoscritti esprimono anche la loro totale indignazione per la bassa considerazione da parte dei vari Governi del ruolo istituzionale e dell’impegno lavorativo dei docenti universitari, aumentato sensibilmente negli ultimi anni, sia sul versante della didattica sia su quello della gestione: si è imposta, in questo modo, l’idea che la spesa destinata ai docenti e ai ricercatori universitari rappresenti una voce improduttiva da tagliare, con una implicita offesa alla loro funzione e alla loro dignità. Il sentimento di frustrazione e di conseguente demotivazione che ne deriva rischia di produrre una dequalificazione dell’Università e un ulteriore allontanamento dei giovani dalle aspirazioni di carriera universitaria.

In virtù di quanto esposto i sottoscritti chiedono alle istituzioni dell’Università di Pisa di farsi portatrici attive e convinte, nelle sedi opportune, delle istanze relative alle rivendicazioni sullo stato giuridico ed economico dei docenti  universitari e cioè  lo sblocco delle classi e degli scatti stipendiali a partire dal 1° gennaio 2015 ed in particolare il riconoscimento giuridico del quadriennio 2011-2014. Inoltre auspicano che l’Ateneo di Pisa, pur in un quadro nazionale ancora incerto, promuova presso gli organi preposti la stesura del regolamento per l’attribuzione degli scatti triennali ai sensi della legge 240/2010.

Contestualmente, i sottoscritti decidono di intraprendere una iniziativa di protesta che consiste nell’astenersi dall’inserimento dei prodotti personali per la VQR del quadriennio 2011-2014, analogamente a quanto avviene in molti altri dipartimenti degli Atenei italiani.

Per fugare qualsiasi dubbio riguardo la volontà di sottoporsi a valutazione sulla qualità della propria attività di ricerca, i sottoscritti docenti fanno presente che l’inserimento dei prodotti per la VQR 2011-2014 sarà immediatamente effettuato non appena saranno accolte le richieste relative allo stato giuridico ed economico (n.d.r.seguono firme in calce)

  • Da Pisa ci riferiscono che, sempre il 10 febbraio:

Il Consiglio di Amministrazione

– vista la Legge 9 maggio 1989, n. 168, e in particolare l’articolo 6 “Autonomia delle università”, comma 1;
– vista la Legge 30 dicembre 2010, n. 240, e in particolare, gli artt. 1 e 5, in base ai quali l’ANVUR verifica e valuta i risultati del sistema universitario secondo criteri di qualità, trasparenza e promozione del merito, anche sulla base delle migliori esperienze diffuse a livello internazionale, attraverso la definizione di specifici indicatori e l’espressione dei pareri previsti, anche al fine della distribuzione delle risorse pubbliche;
– visto lo Statuto dell’Università di Pisa, emanato con Decreto Rettorale 27 febbraio 2012, n. 2711;
– visto il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, e in particolare l’art. 2:
• comma 138, che ha previsto l’istituzione dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), la quale “svolge le seguenti attribuzioni: a) valutazione esterna della qualità delle attività delle università e degli enti di ricerca pubblici e privati destinatari di finanziamenti pubblici, sulla base di un programma annuale approvato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca”;
• comma 139, che prevede che “i risultati delle attività di valutazione dell’ANVUR costituiscono criterio di riferimento per l’allocazione dei finanziamenti statali alle Università e agli Enti di ricerca”;
– visto il DPR 1 febbraio 2010, n. 76, con il quale è stato adottato il regolamento concernente la struttura e il funzionamento dell’ANVUR e in particolare l’art. 3:
• comma 1, lett. a), il quale prevede che l’Agenzia “valuta la qualità delle attività di ricerca, delle università e degli enti di ricerca, anche con riferimento alle singole strutture dei predetti enti”;
• comma 2, il quale prevede che “costituiscono tra l’altro oggetto della valutazione di cui alla lettera a) del comma 1 la qualità dei prodotti della ricerca, valutati principalmente tramite procedimenti di valutazione tra pari; l’acquisizione di finanziamenti esterni, l’attivazione di rapporti di collaborazione e lo scambio di ricercatori con soggetti pubblici e privati”;
• comma 4, il quale prevede che “le attività di valutazione di cui al comma 1 sono svolte su richiesta del Ministro anche nei confronti dei centri e consorzi interuniversitari e dei consorzi per la ricerca universitaria, nonché di altre strutture universitarie e di ricerca”;
• – visto il decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, ed in particolare l’articolo 60, comma 01, il quale è intervenuto sulle modalità di attribuzione della quota premiale del FFO rispetto a quanto previsto dall’articolo 13, comma 1, lettera b) della legge 30 dicembre 2010, n. 240, stabilendo che “di tale quota, almeno tre quinti sono ripartiti tra le università sulla base dei risultati conseguiti nella Valutazione della qualità della ricerca (VQR) e un quinto sulla base della valutazione delle politiche di reclutamento, effettuate dall’Agenzia nazionale per la valutazione dell’università e della ricerca (ANVUR)”;
• – visti i risultati della VQR 2004-2010, che sono stati, fra l’altro, utilizzati come criterio di ripartizione della quota premiale del fondo di finanziamento ordinario delle università statali;
• – visto il decreto ministeriale 8 giugno 2015, n. 335 “Criteri di ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) per l’anno 2015”, ed in particolare l’art. 3 che dispone che la quota premiale, pari a circa il 20% del totale del FFO, sia assegnata alle università, tra le altre, “secondo le percentuali: 65% in base ai risultati conseguiti nella Valutazione della qualità della ricerca (VQR 2004 – 2010); 20% in base alla Valutazione delle politiche di reclutamento”, derivante anche quest’ultimo dagli esiti della VQR;
• – dato, altresì, atto che la legge di stabilità 28/12/2015 n.208 prevede che i fondi premiali per l’assunzione di ricercatori di tipo b sono ripartiti tenendo conto dei risultati della qualità della ricerca (VQR);
• – visto il decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca 27 giugno 2015, n. 458 che ha emanato le linee guida contenenti criteri e modalità dell’esercizio di Valutazione della Qualità della Ricerca per il quadriennio 2011-2014;
• – visto il Bando sulla Valutazione della Qualità della Ricerca 2011-2014, emanato dal Consiglio Direttivo dell’Agenzia Nazionale della Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca in data 30 luglio 2015, così come modificato in data 3 settembre 2015, che definisce modalità e criteri per la partecipazione delle Istituzioni di Ricerca all’esercizio di valutazione e fissa le scadenze di ogni singolo adempimento richiesto;
• – dato atto che una parte del corpo docente ha intrapreso un’iniziativa di protesta che consiste nell’astensione dall’inserimento dei prodotti personali della ricerca per la VQR del quadriennio 2011/2014 per contestare il mancato recupero degli scatti stipendiali per il personale docente nel periodo2011-2015;

delibera di approvare la seguente mozione:

“Il Consiglio di Amministrazione dell’Università di Pisa condivide le ragioni del profondo disagio che sono alla base della protesta di numerosi docenti della stessa.
In particolare ribadisce che nella questione del blocco degli scatti non è in discussione solo una questione retributiva, ma lo svilimento della figura del docente universitario a causa dell’ingiusto trattamento discriminatorio riservato a questa categoria rispetto alle restanti categorie del pubblico impiego.
Rileva inoltre che questa situazione si inserisce in un processo che negli ultimi anni si è caratterizzato per un progressivo sottofinanziamento e depauperamento del sistema universitario, tradottosi, tra l’altro, in:
-minori risorse a disposizione dei singoli atenei, con conseguenze negative in termini di servizi agli studenti e di possibilità di sostenere adeguatamente la ricerca;
-mancato ricambio generazionale del corpo docente, con conseguenze pesanti per l’intero Paese, visto che molti dei migliori studiosi che si sono formati nelle nostre università sono andati a svolgere le loro attività di scienziati all’estero;

Dà atto che la Crui ha deliberato di richiamare con forza l’attenzione del Ministro e del Presidente Anvur su tali fenomeni.
Dà altresì atto che la Crui, a sostegno di tale proteste – pubblicamente condivise anche dal Cun – ha indetto una giornata di mobilitazione unitaria tra gli Atenei il 21 marzo prossimo venturo.

E’ un fatto che negli anni trascorsi, pur a fronte di un generale quadro di difficoltà crescenti, l’Università di Pisa è riuscita, attraverso le manovre introdotte nel proprio bilancio, a:
– accrescere i servizi garantiti agli studenti, tanto da aumentarne il numero ogni anno (caso pressoché unico nell’intero panorama nazionale);
– adottare una politica di investimenti che hanno portato alla valorizzazione del proprio patrimonio;
– garantire un significativo turn over sia in termini di personale docente che tecnico-amministrativo.

Il Consiglio di Amministrazione non può peraltro non rilevare che le modalità attraverso cui la protesta si sta manifestando avrà gravi conseguenze sul nostro Ateneo in quanto, minore sarà il numero dei lavori sottoposti alla VQR e minori saranno le risorse destinate, attraverso la quota premiale del FFO, all’Università di Pisa.
Ciò non potrà che avere pesanti ripercussioni negative sulle politiche espansive che sono state approvate dal Consiglio di Amministrazione con la manovra di Bilancio per l’anno 2016 in termini di minori servizi, minori investimenti in ricerca (PRA, grandi attrezzatture, fondi di ateneo), minori possibilità di reclutamento di personale docente e di progressioni di carriera.

Per questi motivi, e nella convinzione che una corretta Valutazione della Qualità della Ricerca costituisca un elemento imprescindibile nelle iniziative di sostegno alla politica universitaria, il CdA dell’Ateneo invita tutti gli interessati a riconsiderare le iniziative più idonee a sostegno della protesta e, per consentire a tutti un ulteriore periodo di riflessione su tutte queste tematiche, sostiene la posizione del Rettore che ha richiesto al Cineca la riapertura del software operativo per l’inserimento dei prodotti.
Queste considerazioni saranno tempestivamente portate all’attenzione dei Direttori di Dipartimento (lunedì 15) e Senato Accademico (mercoledì 17) per la dovuta consapevolezza delle necessarie implicazioni e per le rispettive assunzioni di responsabilità.

  • Da Firenze: Comunicato del 10 febbraio 2016
    Il coordinamento docenti dell’Università di Firenze nell’assemblea odierna ha approvato all’unanimità il seguente comunicato.
    Vista la situazione di forte mobilitazione in atto nella maggior parte degli atenei italiani, che ha raggiunto ad oggi la cifra di 23000 adesioni;
    considerata l’inefficacia dell’azione intrapresa dalla CRUI che al momento non ha ottenuto né risultati e neppure attenzione da parte del Governo;
    preso atto della totale mancanza di risposte da parte del Governo, del MIUR e dell’ANVUR in ordine alle richieste avanzate, silenzio che è umiliante per l’intera categoria del personale universitario;
    tenuto conto delle delibere del Consiglio di Amministrazione e del Senato Accademico, che denotano una inadeguata coscienza politica sul problema, focalizzando l’attenzione soltanto sui meri aspetti contabili-amministrativi
    di una istituzione che, anche grazie ai sacrifici connessi al
    blocco del turnover e degli scatti stipendiali, ha oggi un consistente avanzo di bilancio;
    ritenendo irricevibile l’ultimo appello del Rettore, in particolare il “ pressante invito a inserire i prodotti ed avviare contemporaneamente e con tempestività un nuovo percorso di attivismo che ci aiuti anche a preparare al meglio la giornata del 21 marzo ”. Appello che cade in un momento in cui vediamo molto lontana la primavera universitaria, anche e soprattutto per l’atteggiamento di chiusura degli organi di governo del nostro ateneo verso il movimento di protesta già in atto e crescente a livello nazionale, a cui aderiscono prestigiosi ricercatori e figure istituzionali di molti
    atenei;
    conferma l’astensione dalla VQR fino a che non si avranno risposte positive da parte del Governo in ordine allo sblocco delle classi e degli scatti stipendiali e al riconoscimento ai soli fini giuridici dell’anzianità per il quinquennio 20112015.

  • Da Uninsubria:
    Resoconto dell’ASSEMBLEA dei docenti Università dell’Insubria di lunedì 8 febbraio 2016 
    Si è svolta lo scorso 8 febbraio pomeriggio all’Università degli Studi dell’Insubria un’assemblea dei docenti per discutere le iniziative in atto a livello nazionale e locale di opposizione alla VQR 2011-2014, le cui motivazioni includono:
    (i) le rivendicazioni salariali del personale docente universitario che, unico tra le categorie dei dipendenti pubblici in regime non contrattuale, ha avuto sbloccate le progressioni stipendali dal 1° gennaio 2016 (e non 2015, come tutti gli altri) e si vede negare il riconoscimento ai fini giuridici dell’anzianità maturata nel periodo 2011-2015 ;
    (ii) la richiesta di rifinanziamento di università e ricerca e di sblocco delle assunzioni e delle progressioni di carriera;
    (iii) le critiche, evidenziate da diversi docenti, suscitate dai limiti e dalle distorsioni delle modalità di funzionamento della VQR stessa e dalle sue prevedibili conseguenze.
    Erano presenti oltre 54 docenti delle tre sedi dell’Ateneo, collegati in videoconferenza tra Varese (Aula Magna Granero Porati, Via Dunant), Como (Valleggio, Aula VA1) e Busto Arsizio.
    Viene fatto il punto sull’andamento e la consistenza della protesta in numerosi Atenei italiani per le suddette motivazioni e viene ricordato che il Presidente della CRUI ha richiesto: (1) al MIUR lo scorso 26 gennaio di “affrontare le criticità della questione retributiva della docenza universitaria e, in particolare, la neutralizzazione degli effetti futuri del blocco degli scatti stipendiali”; (2)  al MIUR e all’ANVUR lo scorso 4 febbraio una proroga della scadenza VQR al 30 aprile. E’ molto probabile che tale proroga venga concessa, ma si attendono comunicazioni ufficiali in merito.
    I numerosi interventi hanno animato la discussione per oltre due ore, durante le quali le principali questioni trattate possono essere così sintetizzate:
    (*) dissenso nei confronti della VQR 2011-2014, ritenuta non premiale in quanto non prevede risorse aggiuntive bensì la mera ridistribuzione di finanziamenti decrescenti e criticata nei criteri e nelle procedure, farraginosi, contradditori, distorsivi e comunque dichiarati a posteriori;
    (*) riconferma della dichiarazione espressa nell’ottobre 2015 di NON adesione alla VQR 2011-2014, fin quando non verranno soddisfatte le legittime aspettative sulle condizioni retributive della docenza e più in generale sul rifinanziamento a università, ricerca e diritto allo studio;
    (*) consenso generalizzato alla valutazione quale forma di “accountability” delle università e dei docenti nei confronti della società civile;
    (*) molteplicità dei motivi per non aderire alla VQR (rivendicazioni stipendiali, rifinanziamento del sistema, riforma della VQR) tale per cui ciascuno può declinare la partecipazione secondo la propria sensibilità.
    A fronte delle preoccupazioni emerse per eventuali ritorsioni, è stato varie volte ribadito che non è legalmente possibile utilizzare la VQR per valutazioni individuali (ad esempio per escludere dai fondi FAR o da Collegi di Dottorato docenti che non abbiano partecipato alla VQR).
    L’assemblea si è conclusa con il proposito di riconvocarsi a breve (auspicabilmente entro il prossimo mese), coinvolgendo il Magnifico Rettore e il Delegato alla Ricerca e invitando alla partecipazione anche le rappresentanze degli studenti e del personale tecnico e amministrativo dell’Ateneo.
    Varese/Como/Busto Arsizio, 8 febbraio 2016AddendumDurante l’assemblea è stato a più riprese proposto il tema dell’entità dell’adesione all’iniziativa di opposizione alla VQR 2011-2014 a livello nazionale e locale.Fonti ANVUR indicano l’adesione alla protesta, ovvero l’astensione alla partecipazione alla VQR, da parte di almeno il 25% dei docenti italiani.Qui di seguito alcuni dati che si sono resi disponibili nei giorni successivi:FIRENZE – ieri ancora 50% non aveva inserito le pubblicazioni.PISA – 350 docenti (su circa 1250) hanno espresso la volontà di non partecipare alla VQR fino a che le richieste non saranno soddisfatte. Ieri era l’ultimo giorno per inserire i prodotti (scadenza interna dell’ateneo) ma i docenti hanno ignorato la scadenza e ben più dei 350 non hanno selezionato i prodotti.UDINE – il 14-15% dei docenti ha espresso esplicitamente la volontà di astensione dalla VQR, ma ad oggi oltre il 50% sembra non aver a tutt’oggi ottemperato alla selezione delle pubblicazioni (scadenza interna: 10 febbraio).PADOVA – lettera al rettore di astensione finche’ non ci saranno provvedimenti concreti sul recupero scatti, ad oggi 112 firme (6% circa dei docenti) ma astensione nei singoli dipartimenti ad oggi molto più alta (chimica 30%, matematica 15%).ROMA LA SAPIENZA – dato ufficiale CdA: ad oggi 53-55% dei docenti NON ha chiuso la selezione per la VQR; lettera al rettore con 292 firme (8,2% dei docenti), in aumento.UNINSUBRIA – 106 dichiarazioni di non adesione nello scorso ottobre; dato ufficiale di ieri del DISAT: inserimento da completare: 23%, inserimento non iniziato: 55%.
    Infine, su dati forniti dal coordinatore nazionale della protesta “sblocco scatti stipendiali”, prof. Carlo Ferraro (Università di Torino), in una email dell’8 febbraio, le dichiarazioni di non adesione in vari Atenei sarebbero le seguenti (in assoluto e in percentuale del corpo docente):Sede                                            n         %
    Napoli Federico II        420           19
    Milano Statale              413            22
    Roma Tre                        125            16
    Parma                               188           23Firenze                            250           16Siena                                  80            11

    Udine                                85             14

    Bari (Università)        180             13

    Macerata                        20              7

    Bologna                        135               5

    Roma Sapienza        230                7

    Modena e Reggio        30               4

    Padova                        105                6

  • Da Cagliari:
    Il 5 febbraio a Cagliari si è svolta una ASSEMBLEA DI ATENEO, alla presenza di circa 400 persone e con la partecipazione di parlamentari sardi. Oggetto della discussione era sia la VQR (“che nell’attuale formulazione aggrava le disparità tra gli atenei”) sia, più in generale, le modalità di assegnazione delle risorse, gli obiettivi che queste modalità devono porsi e gli esiti che provocano. Al centro dell’analisi critica anche il cosiddetto “costo standard” e gli effetti perversi della sua applicazione. Un resoconto più dettagliato è disponibile sul sito dell’ateneo a QUESTO LINK.
  • Da Pisa:
    8 Febbraio 2016
    Al Direttore del Dipartimento di Filologia, Letteratura e LinguisticaAl Magnifico Rettore dell’Università di PisaAl Senato Accademico dell’Università di PisaAl Consiglio di Amministrazione dell’Università di PisaOggetto: Iniziativa contro il blocco delle classi e degli scatti stipendiali della Docenza UniversitariaI sottoscritti docenti e ricercatori del Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa, riuniti in assemblea in data 4 febbraio 2016, premesso che il Dipartimento suddetto ha ricevuto in occasione dell’ultima VQR 2004-2010 una valutazione che lo pone fra i primi sei dei venti dell’Ateneo,

    • constatano con disappunto che, pur dopo la fine del blocco per i docenti e ricercatori universitari delle classi e degli scatti stipendiali, il Governo e il Parlamento non hanno intrapreso inziative né per il riconoscimento dell’anzianità giuridica per il quadriennio 2011-2014 né per il recupero delle classi e degli scatti stipendiali maturati a partire dal 2015
    • contestano fermamente il trattamento discriminatorio che è stato riservato ai docenti e ai ricercatori universitari rispetto ad altri dipendenti pubblici, per i quali il blocco o non è mai esistito (come nel caso dei magistrati) o è stato applicato per il solo quadriennio 2011-2014 e comunque con il relativo riconoscimento giuridico (come nel caso dei ricercatori del CNR)
    • esprimono indignazione per la scarsa considerazione da parte dei vari Governi del ruolo istituzionale e dell’impegno lavorativo dei docenti e dei ricercatori universitari, aumentato sensibilmente negli ultimi anni, sia sul versante della didattica sia su quello della gestione: si è imposta, in questo modo, l’idea che la spesa destinata ai docenti e ai ricercatori universitari rappresenti una voce improduttiva da tagliare, con una implicita offesa alla loro funzione e alla loro dignità
    • auspicano che l’Ateneo di Pisa, pur in un quadro nazionale ancora incerto, promuova presso gli organi preposti la stesura del regolamento per l’attribuzione degli scatti triennali ai sensi della legge 240/2010.

     

    In virtù di quanto esposto i sottoscritti, riservandosi di far pervenire alle istituzioni nazionali analogo documento, chiedono alle istituzioni dell’Università di Pisa di farsi attive e convinte portatrici nelle sedi opportune delle istanze relative alle rivendicazioni sullo stato giuridico ed economico dei docenti e dei ricercatori universitari.

    Chiedono in particolare lo sblocco delle classi e degli scatti stipendiali a partire dal 1° gennaio 2015 e il riconoscimento giuridico del quadriennio 2011-2014.

    Contestualmente, i sottoscritti decidono di intraprendere una iniziativa di protesta che consiste nell’astenersi dall’inserimento dei prodotti personali per la VQR del quadriennio 2011-2014, analogamente a quanto avviene in molti altri dipartimenti degli Atenei italiani.

    I sottoscritti, per fugare qualsiasi dubbio sulla qualità della propria ricerca e sulla volontà di sottoporsi a valutazione, si impegnano a inserire i prodotti per la VQR 2011-2014 non appena saranno accolte le richieste relative allo stato giuridico ed economico.

  • Da Pavia (Dip. Ingegneria Industriale e dell’Informazione):
    Il Consiglio del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione, in data 3/02/2016 approva a maggioranza, con la sola astensione del Direttore, una mozione con cui, perdurando le motivazioni del loro profondo disagio nei confronti della politica governativa per l’università e la ricerca scientifica, nonché le loro riserve circa le modalità di procedura della VQR 2011-14, confermano la sospensione delle procedure di selezione e ordinamento dei prodotti ai fini della campagna VQR.
    =========
    Mozione votata dal Consiglio di Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione in data 3 febbraio 2016.I docenti del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione, perdurando le motivazioni del loro profondo disagio nei confronti della politica governativa per l’università e la ricerca scientifica, nonché le loro riserve circa le modalità di procedura della VQR 2011-14, con riferimento alla mozione già approvata il 30 ottobre 2015 e in continuità con quanto dichiarato, in particolare, là dove si legge che i docenti del Dipartimento si propongono “… di aderire a una forma di protesta forte e che tuttavia non comprometta la loro attività di ricerca e il loro servizio agli studenti. Acquisiremo l’identificativo ORCID, come previsto tassativamente dal bando della nuova VQR, ma lasceremo in sospeso l’ordinamento dei prodotti di ricerca attraverso lo strumento informatico messo a disposizione dal CINECA.”, ritengono non risolte le difficoltà evidenziate e confermano la sospensione delle procedure di selezione e ordinamento dei prodotti ai fini della campagna VQR 2011-2014.
    Approvata a maggioranza con l’astensione del Presidente prof. Arcioni.
  • .Da Pavia:
    Università di PAVIA – Mozione dell’ASSEMBLEA DI ATENEO del 4 febbraio 2016
    Come atto successivo
    – alle delibere in materia della maggioranza dei dipartimenti dell’ateneo (da ultimo reiterate dai consigli dei dipartimenti di Studi umanistici e d’Ingegneria industriale e dell’informazione),
    – all’appello dei Direttori di dipartimento del 20 novembre 2015,
    – all’iniziativa rettorale presso la Crui,
    – alla mozione del Senato accademico del 14 dicembre 2015,
    il 4 febbraio 2016 CNRU (Coordinamento Nazionale Ricercatori Universitari), CRUP (Coordinamento Ricercatori Università di Pavia) e Rete29aprile hanno indetto per le ore 16.30, presso il Dipartimento di Fisica, un’assemblea dei docenti dell’Ateneo di Pavia sull’azione di protesta contro la VQR motivata anche dalla grave crisi dell’Università italiana e dal mancato riconoscimento ai fini giuridici dell’anzianità  di servizio maturata nel quinquennio 2011‐2015.
    L’assemblea, alla quale hanno partecipato 95 docenti e una rappresentanza di assegnisti e studenti, ha discusso e valutato:
    1) l’indifferenza del governo di fronte alla drammatica situazione che l’Università patisce da anni dovuta al suo sistematico sottofinanziamento, persino rispetto a parametri di costo previsti dallo stesso governo. Questo si traduce in particolare nella penalizzazione del diritto allo studio e delle prospettive occupazionali e di carriera di precari e giovani ricercatori;
    2) le macroscopiche incongruenze del processo di valutazione in atto (VQR);
    3) una premialità che finora si è tradotta in una redistribuzione di tagli ai finanziamenti ordinari, anziché in un finanziamento aggiuntivo agli Atenei;
    4) il reiterarsi di consistenti finanziamenti a enti (IIT di Genova) e progetti (Human Technopole di Milano) estranei sia alla tradizione accademica, sia a quella di ricerca (CNR, ASI, INFN) del nostro Paese;
    5) il ripetersi d’interventi improvvisati, costosi e calati dall’alto, quali il  reclutamento di 500 “superdocenti”, in deroga ai risultati dell’abilitazione  scientifica nazionale;
    6) l’assenza di qualsiasi risposta alle richieste economiche dei docenti universitari, che discrimina il comparto universitario rispetto a tutte le altre categorie non contrattualizzate in regime di diritto pubblico.
    L’assemblea, nell’ottica di continuare a lavorare collegialmente per il bene dell’ Ateneo pavese e dell’Università italiana, ha quindi deliberato di:
    a) sostenere l’astensione dalle procedure previste per la VQR;
    b) invitare il Rettore a condividere le motivazioni della protesta e a rappresentarne le istanze presso tutte le sedi istituzionali;
    c) illustrare, anche in occasione della “Primavera dell’Università” del 21 marzo 2016, le ragioni del dissenso all’interno e all’esterno della comunità accademica,  evidenziando come questa forma di protesta sia stata scelta minimizzando danni e  disagi agli studenti;
    d) aggiornarsi ai primi di marzo, per valutare l’evoluzione della situazione e  assumere decisioni conseguenti.
    Approvata all’unanimità alle ore 18.40 del 4 febbraio 2016.
    .
  • Da Bari:
    Mozione dell’ASSEMBLEA dei professori e ricercatori dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” 3 febbraio 2016.
    I docenti dell’Università di Bari si sono riuniti nell’Aula “V. Starace” del Dipartimento di Scienze politiche. L’Assemblea, informata dello stato di avanzamento della protesta nazionale per il riconoscimento giuridico degli scatti di anzianità del quadriennio 2011-2014 e il riconoscimento economico del 2015 e dell’esito positivo dell’incontro svoltosi giovedì 28 gennaio tra una delegazione di docenti e il Rettore, richiamandosi alle deliberazioni delle precedenti assemblee del 15 ottobre e 12 novembre 2015 e del 25 gennaio 2016, stabilisce all’unanimità di:

    1. proseguire lo stato di agitazione in tutto l’Ateneo ai fini del recupero degli scatti stipendiali, promuovendo una manifestazione in Rettorato in occasione della prossima riunione del Senato accademico per chiedere al Rettore e agli organi accademici l’accorpamento/slittamento degli appelli d’esame e il rinvio dell’inizio delle lezioni del secondo semestre;
    1. rendere pubblico, attraverso il sito istituzionale dell’Università di Bari, l’elenco dei prodotti della ricerca (2011-2014) dei docenti che aderiscono all’astensione dalla VQR, al fine di evitare strumentalizzazioni relative alle motivazioni  dell’astensione. A tal fine l’assemblea:
      1. approva l’utilizzo del dispositivo appositamente predisposto (composto da un googleform collegato ad una pagina web)
      2. invita i colleghi che aderiscono all’astensione dalla VQR a compilare tempestivamente l’apposito modulo (googleform);
      3. approva il testo e l’immagine che compariranno sulla pagina web istituzionale;
    1. concordare con gli altri Atenei statali una giornata di mobilitazione nazionale, anche al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle ragioni della protesta in atto;

    L’Assemblea chiede ai sindacati di sostenere le iniziative approvate.

    L’Assemblea delega i suoi promotori (Giacomo Eramo, Ivan Ingravallo, Paola Mairota, Fabio Mavelli, Ferdinando Pappalardo, Ezio Ritrovato e Carlo Spagnolo) a individuare eventuali ulteriori forme di mobilitazione pubblica che diano un segnale su scala nazionale e a individuare un rappresentante di ogni dipartimento, al fine di assicurare la comunicazione celere delle informazioni a tutti i colleghi e di raccogliere informazioni precise in merito all’astensione dalla VQR.

    L’Assemblea delega altresì i suoi promotori a promuovere un incontro con i rappresentanti delle forze politiche al fine di mettere in atto le iniziative necessarie al recupero degli scatti. E, a tale riguardo, li invita a sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso i mezzi d’informazione
    Bari, 3 febbraio 2015

  • Da Salerno:
    Resoconto dell’ ASSEMBLEA di ateneo dell’UNIVERSITA’ di Salerno del 4/2/2016.
    Più di 150 professori, ricercatori e studenti di tutte le aree dell’Università di Salerno hanno partecipato all’Assemblea di Ateneo, tenutasi oggi 4/2/2016 presso l’aula D della Facoltà di Ingegneria.Lo stato di definanziamento dell’Università statale italiana e le caratteristiche della VQR 2011-2014 sono state illustrate. Dopo un ampia discussione, l’Assemblea ha concluso che- contestualmente alla decrescita del finanziamento delle Università statali, i risultati della valutazione VQR 2004-2010 sono stati usati per  trasferire risorse finanziarie e umane dagli Atenei del Sud a quelli del Nord- la VQR 2011-14 è uno strumento di valutazione della qualità della ricerca metodologicamente scorretto e dannoso.Conseguentemente, l’Assemblea di Ateneo ha assunto la determinazione di non rispettare le scadenze per il conferimento dei prodotti della ricerca finalizzato all’esercizio della VQR 2011-2014. L’Assemblea chiede altresì ai colleghi e alle colleghe dell’Ateneo che avessero già conferito i prodotti, e chiuso localmente la procedura di sottomissione degli stessi, di richiedere ai delegati dei singoli Dipartimenti di riaprire la procedura, per poter ritirare quanto già conferito.L’Assemblea ha deliberato di promuovere una rilevazione dell’adesione alla protesta chiedendo ai singoli professori e ricercatori di esprimersi esplicitamente inviando una email all’indirizzo stopvqrunisa@gmail.com.L’Assemblea sarà convocata nuovamente successivamente alle determinazioni che il MIUR e l’ANVUR potranno assumere in risposta alle istanze del movimento di protesta e alle recenti richieste indirizzate dalla CRUI.
  • Da Napoli Federico II:
    In seguito alla riunione tenutasi il giorno martedì 2 febbraio 2016, la Sezione di Filosofia del Dipartimento di Studi Umanistici ha dichiarato, a maggioranza, l’impegno a non chiudere la procedura relativa alla VQR 2011-2014 e a non ordinare i prodotti della ricerca nel format predisposto.
  • Da Unisannio:
    2 febbraio
    2016
    Il Coordinamento dei docenti e ricercatori della Università degli Studi del Sannio, riunitosi in ASSEMBLEA il giorno 2 febbraio 2016 con la partecipazione di oltre ottanta colleghi, sostiene la mobilitazione nazionale contro il depauperamento del sistema universitario pubblico, l’attacco al diritto allo studio, la progressiva precarizzazione dei ricercatori più giovani e il blocco dei salari perpetrati dalle attuali linee di governo in tema di politica dell’università. Nell’ultimo decennio il sistema nazionale dell’Università pubblica italiana è stato sottoposto a un taglio di risorse complessivo superiore al 20%, il più pesante di tutta la Pubblica amministrazione. Tali decurtazioni hanno comportato un grave attacco al diritto allo studio con danno per gli studenti meno abbienti,  un incremento incontrollato del precariato dei ricercatori, una discriminazione stipendiale che non ha equivalenti nel pubblico impiego, una crisi di bilancio degli Atenei minori, specialmente nel Sud Italia, oggi palesemente sotto-finanziati in termini di costi standard. Tale politica di restrizioni, oltretutto, si manifesta in concomitanza con un incremento della quota di finanziamenti statali alle cosiddette università telematiche e con ingiustificate erogazioni di denaro pubblico ad enti sganciati dal MIUR non sottoposti ad alcuna valutazione come ad esempio l’IIT, al quale il governo affida fondi per costituire un “parco scientifico” nell’area EXPO.In questo scenario generale di depauperamento delle risorse, prosegue la politica di governo volta a una progressiva burocratizzazione dei meccanismi di funzionamento degli atenei italiani. L’ANVUR, l’agenzia governativa di valutazione della ricerca universitaria, insiste nel promuovere procedure di valutazione della qualità della ricerca macchinose, per più di un verso irrazionali e disincentivanti, che ormai si spiegano con il solo scopo di dare una parvenza di giustificazione ai tagli verificatisi in questi anni.Il risultato di questo indirizzo generale è che mentre altri Paesi fronteggiano la crisi economica potenziando gli investimenti nella formazione di conoscenza diffusa e di capitale umano, l’Italia si situa oggi agli ultimi posti in Europa in termini di risorse statali destinate alla ricerca e di percentuale di laureati sulla popolazione. L’attacco alla università pubblica è, in ultima istanza, un attacco alle istanze di modernizzazione e di progresso del Paese.Alla luce di tali considerazioni, il Coordinamento dei docenti e dei ricercatori della Università degli Studi del Sannio decide all’unanimità continuare nell’astensione dal collaborare alla selezione dei prodotti per la Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) e si impegna a promuovere nuove e ulteriori iniziative di mobilitazione e di protesta contro la politica di governo dell’università italiana.Il Coordinamento si impegna a organizzare una nuova assemblea nelle prossime settimane, per valutare collettivamente le azioni future da intraprendere in relazione agli sviluppi della mobilitazione nazionale contro un sotto-finanziamento della università statale senza paragoni in Europa, un blocco salariale senza equivalenti in tutto il comparto pubblico, e un attacco al diritto allo studio che mina alle fondamenta i principi costituzionali di uguaglianza dei cittadini.
  • Da Pisa
    Lettera del 3 febbraio Al Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, Al Magnifico Rettore dell’Università di Pisa, Al Senato Accademico dell’Università di Pisa, Al Consiglio di Amministrazione dell’Università di Pisa. Oggetto: Iniziativa contro il blocco delle classi e degli scatti stipendiali della Docenza UniversitariaI sottoscritti docenti del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione  dell’Università di Pisa, constatano con totale disappunto che dopo il blocco delle classi e degli scatti stipendiali applicato per il quinquennio 2011-2015 la Legge di Stabilità 2016 ha previsto lo sblocco per i docenti e ricercatori universitari solamente dal 1° gennaio 2016 e senza il riconoscimento giuridico del quinquennio 2011-2015.
    I sottoscritti contestano fermamente il trattamento ingiustamente discriminatorio che è stato riservato alla loro categoria rispetto ad altri dipendenti pubblici per i quali il blocco o non è mai esistito (come nel caso dei magistrati) o è stato applicato per il solo quadriennio 2011-2014 e comunque con il relativo riconoscimento giuridico (è questo il caso dei ricercatori del CNR).
    Ma al di là dell’aspetto retributivo, che pure non è trascurabile, i sottoscritti esprimono anche la loro totale indignazione per la bassa considerazione da parte dei vari Governi del ruolo istituzionale e dell’impegno lavorativo dei docenti universitari, accreditando l’idea che la relativa spesa rappresenti una voce improduttiva da tagliare, con una implicita offesa alla funzione ed alla dignità
    della docenza universitaria. Il sentimento di frustrazione e di conseguente demotivazione che ne deriva rischia inoltre di produrre una dequalificazione dell’Università e un ulteriore allontanamento dei giovani dalle aspirazioni di carriera universitaria. Inoltre, l’Ateneo di Pisa non si è ancora dotato del regolamento ai fini dell’attribuzione degli scatti triennali di docenti e ricercatori assunti, o che hanno avuto progressioni di carriera, ai sensi della legge 240/2010. In virtù di quanto esposto sopra, i sottoscritti chiedono alle istituzioni dell’Università di Pisa di farsi
    attive e convinte portatrici nelle opportune sedi (il Ministero in primis) delle istanze relative alle rivendicazioni sullo stato giuridico ed economico dei docenti e cioè:
    1) sblocco delle classi e degli scatti stipendiali a partire dal 1° gennaio 2015 e riconoscimento giuridico del quadriennio 2011-2014;
    2) emanazione al più presto da parte dell’Ateneo di Pisa del regolamento di attribuzione degli scatti triennali di docenti e ricercatori, ai sensi della legge 240/2010.
    Contestualmente, i sottoscritti decidono di intraprendere una iniziativa di protesta che consiste nell’astenersi dall’inserimento dei prodotti personali per la VQR del quadriennio 2011-2014, analogamente a quanto viene già fatto in molti altri dipartimenti in tutta Italia. I sottoscritti docenti, per fugare qualsiasi dubbio riguardo la volontà di sottoporsi a valutazione e riguardo la qualità della propria attività di ricerca, desiderano infine far presente che:
    1) il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione a cui essi afferiscono in occasione dell’ultima VQR è risultato nel top 10% dei dipartimenti di Ingegneria di tutta Italia;
    2) l’inserimento dei prodotti per la VQR 2011-2014 sarà immediatamente effettuato non appena saranno accolte le richieste relative allo stato giuridico ed economico.
    Si ringrazia per l’attenzione.
    Con i più distinti saluti, (67 firme)
  • Da Catania:
    Il giorno 1 febbraio 2016 Rete29aprile, Uspur e Cuda, hanno indetto un’ASSEMBLEA dei docenti dell’Ateneo di Catania presso il Palazzo Centrale sui temi della grave crisi dell’Università italiana, della protesta STOP VQR e della richiesta di recupero degli scatti stipendiali perduti per il blocco 2011‐2015.L’assemblea, molto partecipata, col contributo di interventi di colleghe e colleghi di molti dipartimenti oltre che di una rappresentanza studentesca, ha valutato che la mancanza di una sia pur minima risposta (un indegno “schiaffo istituzionale”) alle richieste ragionevoli dei docenti italiani in relazione al blocco degli scatti stipendiali (blocco che vede punito il comparto universitario rispetto alle altre categorie non contrattualizzate in regime di diritto pubblico); l’insistenza governativa su misure costose, demagogiche e avventuristiche (come la “leva” dei 500 superdocenti “stranieri”, dall’esorbitante costo previsto di quasi 50 mln di euro); l’assoluta assenza di qualsiasi considerazione da parte del governo nei confronti della drammatica situazione universitaria, unita alle madornali incongruenze del processo di valutazione in atto, costituiscano un vero “oltraggio” all’onorabilità e alla credibilità dell’Università italiana.Come tale l’Assemblea ha deliberato all’unanimità di:1. Continuare nella protesta non conferendo i prodotti per la VQR, rilevando le gravi incongruenze del processo di valutazione e le innegabili responsabilità dell’Anvur nella gestione del processo stesso, e infine approvando la lettera al Rettore letta in assemblea, da diffondere a tutti i docenti dell’Ateneo per allargare la raccolta di firme oltre le molte già giunte da vari dipartimenti.2. Invitare chi avesse caricato i prodotti a ritirarli sensibilizzando il più possibile i colleghi e le colleghe.3. Invitare il Rettore – che ha già dato ampia disponibilità in tal senso durante il Suo intervento, garantendo anche che aggiornerà sull’esito di eventuali trattative che dovessero avviarsi con MIUR MEF – a riportare in Crui e in tutte le sedi istituzionali deputate le nostre ragioni.4. Estendere le ragioni della protesta agli altri comparti dell’università, agli studenti ed alle famiglie e al PTA, promuovendo in prima battuta un incontro nei prossimi giorni con tutti i rappresentanti degli studenti dell’ateneo.5. Aggiornare l’assemblea a martedì 23 febbraio, alle ore 17,30, al Palazzo Centrale, per valutare l’evoluzione della situazione e assumere le scelte conseguenti.Le adesioni alla lettera potranno essere inviate alla mail stopvqrunict@gmail.com
    Preghiamo i referenti per ogni dipartimento di inviare l’elenco delle adesioni non singolarmente ma in calce alla lettera allegata al presente messaggio, una volta raccolte, entro il giorno precedente la data della prossima assemblea. Chi avesse raccolto le firme in cartaceo potrà conservare il documento per ogni evenienza, comunicando comunque in formato elettronico l’esito delle adesioni. Chi preferisse invece aderire singolarmente potrà inviare alla stessa mail la sua lettera di adesione entro il 22 febbraio.
  • Da Pavia: 28 gennaio
    I docenti del Dipartimento di Studi Umanistici, perdurando le motivazioni del loro profondo disagio nei confronti della politica governativa per l’università e la ricerca scientifica, nonché le loro riserve circa le modalità di procedura della VQR 2011-14,
    con riferimento alla mozione già approvata il 20 ottobre scorso (al punto 17 del verbale) e in continuità con quanto dichiarato, in particolare, là dove si leggeva che “ai docenti del Dipartimento si propone di aderire a una forma di protesta forte, che tuttavia non comprometta la loro attività di ricerca e il loro servizio agli studenti … Essi potranno rifiutarsi di elencare in ordine di preferenza i prodotti della ricerca … almeno fino a quando l’invio non sia imposto come imprescindibile dalle autorità accademiche”,
    e tenuto conto del fatto che, secondo quanto indicato a p. 7 del bando dell’ANVUR dell’11 novembre scorso, è l’istituzione di appartenenza che seleziona i prodotti in un “insieme suggerito da ciascun addetto”,
    ritengono d’indicare l’intera loro produzione del periodo interessato – già registrata nel sistema IRIS di cui l’Ateneo si è dotato – come l’insieme dal quale estrarre i prodotti richiesti.
    Pertanto, i docenti del Dipartimento di Studi Umanistici autorizzano il loro Direttore (e l’Ateneo) ad accedere ai dati, senza alcun loro ulteriore intervento, e a operarvi la relativa scelta. Sottolineano peraltro che i risultati individuali della VQR non dovranno essere utilizzati per procedure che abbiano a oggetto le retribuzioni, la programmazione e le progressioni di carriera, l’assegnazione di fondi di ricerca interni, la possibilità di accedere a cariche accademiche e a organi quali i consigli di dottorato di ricerca, la distribuzione di punti organico, l’elaborazione di strategie generali di Ateneo.
    Il Presidente mette ai voti la proposta di mozione sopra riportata.
    L’esito della votazione è il seguente:
    Componenti del CdD presenti: n. 46
    Voti a favore: 44
    Voti contrari: 1
    Astenuti: 1
    La mozione viene approvata dal CdD con 44 voti favorevoli, n. 1 contrario e l’astensione del Presidente
  • Da Pisa:
    Assemblea dei Docenti del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale. I Docenti si sono riuniti in Assemblea, convocata dal Direttore il 28 Gennaio 2016 per discutere su- procedure VQR 11-14- azioni per il blocco degli scatti.Il Direttore ha aperto la discussione ricordando che la mozione del 12/11/2015 dei docenti del DICI, riguardante la richiesta di sospensione delle procedure della VQR per verificare se fossero effettivamente sbloccati gli scatti per il 2016, è stata sottoscritta da circa l’80% dei docenti del DICI. Ha convocato la riunione odierna per verificare se l’intenzione dei docenti del DICI è di effettuare le procedure VQR o di continuare la protesta dato che nessuna apertura è avvenuta per il riconoscimento economico per il 2015 e quello giuridico per gli anni precedenti. La collega prof. Anna Iuliano del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale, in qualità di coordinatore del movimento di protesta nell’Ateneo Pisano, invitata dal Direttore , ha illustrato obiettivi e modalità della protesta. In particolare ha evidenziato che l’azione sulla VQR si è dimostrata la più efficace tra le varie intraprese negli anni, in termini di adesioni, anche per l’impianto della VQR che è oggetto di forti critiche. Questa azione non ha ripercussioni mediatiche e non impatta negativamente in maniera diretta l’utenza (studenti ecc.).Ha chiarito che non sono state ancora ratificate a livello di Ateneo le ritorsioni previste verso i docenti inadempienti, anche se vi è un atteggiamento repressivo in alcuni dipartimenti. L’astensione dalla VQR è uno strumento efficace per spingere i Rettori a far valere le legittime richieste di riconoscimento dei docenti verso il Ministero e il governo. Un’adesione del 10% dei docenti, già la renderebbe efficace. Intervengono vari colleghi che enumerato i numerosi danni subiti dalla categoria: la riduzione dell’organico, l’aumento della burocrazia, le limitazioni dell’operatività a discapito dell’attività di ricerca e didattica. A questi si aggiunge il taglio salariale e le relative ripercussioni su TFR e pensione che impattano profondamente anche la motivazione e la dignità del docente. Tra gli aspetti denunciati anche la disparità di trattamento nei confronti di altre categorie. Il Prof. Denti interviene asserendo che, a fronte delle difficoltà economiche nelle quali versa il paese, avrebbe accettato un sacrificio economico generalizzato esteso a tutte le categorie di lavoratori, mentre trova inaccettabile la differenza di trattamento dei docenti universitari rispetto a tutte le altre categorie del pubblico impiego alle quali sono stati già concessi lo sblocco delle classi e degli scatti stipendiali con decorrenza 1° gennaio 2015 e il riconoscimento ai soli fini giuridici dell’anzianità per il quadriennio 2011-2014. Il Prof. Denti si dichiara favorevole a proseguire nell’azione di astensione dalla collaborazione attiva alla procedura ministeriale VQR 2011-2014,senza tentennamenti, senza arretramenti, senza cambiare modalità operative fino a che non vedremo provvedimenti di legge definitivi che diano soddisfazione alle nostre richieste.Al termine dell’assemblea, il Direttore chiede ai presenti se intendono o meno continuare la protesta astenendosi dall’effettuare le procedure VQR. La quasi totalità dei presenti esprime per alzata di mano la propria intenzione a proseguire la protesta. Pisa, 28 Gennaio 2016
  • Da Siena:
    “Ieri 26 Gennaio alle ore 12 si è tenuto il previsto incontro tra il Rettore e
    alcuni rappresentanti del Coordinamento senese per lo sblocco degli scatti stipendiali.Il Coordinamento ha ribadito le ragioni della protesta, verso le quali il Rettore ha espresso condivisione, dato il palese differente trattamento riservato ai Docenti Universitari rispetto alle altre categorie del pubblico impiego e della ricerca, e la comune volontà di adoperarsi per il superamento delle gravi difficoltà economiche in cui versa il mondo universitario, confermando tuttavia la sua contrarietà alla forma specifica dell’astensione temporanea dalla VQR.Il Coordinamento ha da parte sua confermato al Rettore che continuerà l’astensione dalla VQR fino alla approvazione di uno specifico provvedimento governativo che stanzi le risorse necessarie a finanziare il riconoscimento degli effetti giuridici del quinquennio 2011-2015 sugli avanzamenti di carriera della docenza universitaria, ed ha chiesto al Rettore stesso di sostenere con assoluta determinazione e in tutte le sedi
    istituzionali – compresa ovviamente la CRUI – questo obiettivo di mera
    equità nel trattamento economico e giuridico dei docenti universitari.Il Coordinamento senese per lo sblocco degli scatti stipendiali”.PARENTESI NAZIONALE 1-3 FEBBRAIO
  • Nazionale (1 feb 2016): stiamo per diventare numeri di una tabella: quella che compare qui di seguito. E tu, che casella preferisci?
    VQR pret a porter
  • Nazionale:
    Il 3 febbraio si è tenuto un incontro della CRUI dedicato alla questione VQR, anche con l’intento di fare il punto sullo stato della protesta. Quanto segue deriva da una fonte che #VQRstaiserena ritiene affidabile (che conferma anche che la tabella di cui sopra viene utilizzata per il monitoraggio della protesta; a questo proposito, su quanto sia adatta allo scopo, si veda: http://www.roars.it/online/come-calcola-la-crui-gli-aderenti-alla-protesta-stopvqr/):
    La protesta rende al momento impossibile un avvio della procedura VQR che garantisca una ragionevole omogeneità negli inserimenti degli atenei e un tasso di non partecipazione fisiologico. Questo, infatti, è assai elevato in molti atenei, proprio a causa della protesta, con il risultato che, almeno al momento, l’esito della procedura di valutazione [che notoriamente mira a realizzare una serie di “classifiche”, NDR] sarebbe inaffidabile a causa dei molti “buchi” nelle rilevazioni.
    Nella riunione non vi è certezza sul fatto che sia possibile, per gli atenei, inserire direttamente i “prodotti” in assenza di una pre-selezione degli autori. Su questo vengono chiesti chiarimenti al MIUR. La strada auspicata è comunque quella di ottenere la collaborazione degli “addetti” senza operare forzature.
    La CRUI invierà due lettere: in una prima [PS: nel frattempo ci perviene questo file, che, vogliamo sottolinearlo, non può essere considerato ufficiale: il sito della CRUI è ora aggiornato al 2015 e non consente una verifica], rivolta a MIUR e ANVUR, si chiederà certezza dei criteri di valutazione e, a causa dei ritardi già accumulati, si chiederà una ulteriore proroga al 30 aprile [proroga già attiva per “figure in formazione e altre informazioni”, NDR]. Nella seconda, rivolta al MIUR, si evidenzierà il perdurante sottofinanziamento dell’Università, che si riverbera sul reclutamento, sul diritto allo studio, sulla possibilità stessa di fare ricerca e innovazione. Si segnalerà altresì la disparità di trattamento con altri settori non contrattualizzati rispetto al blocco delle retribuzioni, con ricadute anche sul trattamento previdenziale in particolare, anche vista l’età media dell’ingresso in ruolo, per i più giovani. La CRUI promuoverà inoltre una giornata di mobilitazione per il 21 marzo.
  • da Milano:
    Lettera a Mattarella pubblicata sul Corriere: http://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20160130/283008283798673/TextView
  • Da Palermo:
    L’ASSEMBLEA di Ateneo, riunitasi in data 25/01/2016 presso l’aula magna della ex Facoltà di Lettere, decide all’unanimità di proseguire nella protesta contro la VQR, iniziata lo scorso ottobre con quasi 800 firme di colleghi dell’Ateneo, e che in queste ultime settimane sta vedendo una crescita di partecipazione a livello nazionale. L’Assemblea assume la determinazione di non rispettare la scadenza di Ateneo, fissata nel 31 gennaio p.v., per il conferimento dei prodotti della ricerca finalizzato all’esercizio della VQR 2011-2014.

L’assemblea chiede inoltre al Magnifico Rettore di rappresentare questa decisione, nonché il disagio espresso da tutto il corpo docente, in sede CRUI nella riunione già prevista per il prossimo 8 febbraio. Chiede inoltre al Rettore di rendere noto il dato di adesione alla protesta tramite il controllo numerico da parte degli Uffici di tutti coloro che non hanno proceduto al conferimento dei prodotti.

L’assemblea chiede altresì ai colleghi e alle colleghe dell’Ateneo che avessero già conferito i prodotti e chiuso localmente la procedura di sottomissione degli stessi a volersi fare riaprire la procedura, dato che ve ne è possibilità, da parte dei delegati dei singoli Dipartimenti, per poter ritirare quanto già conferito.

L’assemblea infine si riconvoca per aggiornarsi sullo stato della protesta e su eventuali novità intervenute, a partire dalla riunione della CRUI in data 8 febbraio p.v., per il giorno di giovedì 11 febbraio in un luogo che sarà successivamente comunicato.

ForumUnipa

Attualmente le astensioni stimate nell’ateneo di Palermo sono:
Dip di cultura e società 92 per cento
Dip di scienze umanistiche 50 per cento
Dip di psicologia 50per cento
Dip di matematica e informatica 60 per cento
Dip di fisica e chimica 30 per cento
Dip di scienze agrarie e forestali 35 per cento
Dip di economia aziendale e statistica 50 per cento

  • Da Firenze:
    Comunicato del Coordinamento di ateneo del 29-01-2016.

Il coordinamento di Ateneo dei professori e ricercatori firmatari della petizione http://oro.math.unifi.it/vqr/ si è riunito in data 29-01-2016 a Firenze per approvare il presente documento, che illustra le ragioni della protesta e i propositi nell’immediato futuro.

Lo stato di agitazione riguarda i seguenti aspetti descritti in dettaglio di seguito:
a) il sotto-finanziamento del sistema universitario che ha determinato il blocco delle classi e degli scatti stipendiali e il mancato riconoscimento ai soli fini giuridici dell’anzianità dei professori e dei ricercatori;
b) la valutazione della ricerca concepita come esercizio burocratico che non porta alla distribuzione di risorse aggiuntive.

La protesta nazionale a cui partecipa il Coordinamento ha portato a un primo concreto risultato con l’istituzione di un tavolo tecnico ministeriale per il recupero progressivo degli scatti stipendiali e dell’integrazione del fondo previdenziale per le future pensioni del personale docente con ridotta anzianità in ruolo.
Il Coordinamento respinge con fermezza le ingiustificate accuse di irresponsabilità e di danno all’Ateneo, ai dipartimenti e al futuro dei giovani, ritenendo che insinuazioni di questo genere siano la manifestazione più eclatante dello stato in cui è ridotta l’Università italiana, in cui ormai si è scatenata una scellerata lotta per la spartizione delle sempre più esigue risorse.
Si ricorda che, data la natura dell’esercizio di valutazione come definita nell’art. 1 del DM 27 giugno 2015 n. 458, i risultati individuali della VQR non possono essere utilizzati per qualsiasi procedura che abbia ad oggetto le retribuzioni, la programmazione e le progressioni di carriera, l’assegnazione di fondi di ricerca interni, la possibilità di accedere a cariche accademiche ed organi quali i consigli di dottorato di ricerca.
Il Coordinamento ribadisce la volontà di continuare la protesta, attraverso ogni utile azione per superare lo stato di degrado finanziario, professionale, morale e umano nel quale è confinata e si cerca di far sopravvivere l’Università pubblica.
Il Coordinamento chiede in particolare al Rettore di adoperarsi affinché:
a) sia prorogato il termine per l’inserimento dei prodotti per la VQR, ritenendo non accettabile che l’ANVUR prosegua con le tempistiche previste e che i Rettori assecondino un processo che finirà per valutare gli Atenei non in base alla qualità della ricerca ma all’entità della partecipazione;
b) al tavolo tecnico ministeriale siano invitati rappresentanti autorevoli del movimento nazionale.

  • Da Firenze:

Firenze, 29 gennaio 2016
Coordinamento dell’Università di Firenze.

http://oro.math.unifi.it/vqr/
Il sotto-finanziamento del sistema universitario che ha determinato il blocco delle classi e degli scatti stipendiali e il mancato riconoscimento ai soli fini giuridici dell’anzianità dei professori e dei ricercatori
Da oltre dieci anni il sistema nazionale delle Università pubbliche è sottoposto a insostenibili tagli di risorse e a provvedimenti legislativi che hanno avuto solo l’effetto di generare insopportabile burocrazia.
Sono chiari segni della direzione più o meno coscientemente intrapresa:
· la discriminazione stipendiale (unica in questi termini nel pubblico impiego);
· il burocratico e poco comprensibile sistema di valutazione;
· la perdurante penalizzazione del sistema universitario, decurtato negli ultimi anni per oltre il 20% – la percentuale più alta in tutta la pubblica amministrazione – sia in termini di FFO che di turnover;
· l’investimento per 1,5 miliardi in dieci anni da assegnare all’IIT (un organismo che non è sotto il controllo del MIUR e non è sottoposto a valutazione) per il parco scientifico che sorgerà nell’area EXPO;
· il reclutamento senza concorso di almeno 500 “super-professori” con stato giuridico diverso e retribuzione superiore rispetto ai docenti universitari “normali”;
· il grave attacco al diritto allo studio con pesante danno per gli studenti meno abbienti, confermato e aggravato dalle nuove norme, molto più restrittive, dell’ISEE,
· il drastico calo delle immatricolazioni e il numero sempre minore di laureati;
· l’incremento fuori controllo del precariato, senza regole e tempi certi per l’inserimento stabile nel sistema universitario;
· la crisi profonda in cui versano molte università del Sud.

La questione del recupero degli effetti giuridici degli scatti stipendiali (e non degli scatti stipendiali stessi, come erroneamente continua ad essere riportato sulla stampa) non è una mera rivendicazione sindacale di categoria, bensì è una fondamentale questione di dignità delle persone e di rispetto dell’Istituzione per la quale lavoriamo, ovvero l’Università pubblica statale.
I professori e i ricercatori universitari hanno negli ultimi cinque anni contribuito in silenzio al risanamento delle finanze del Paese insieme ad altre categorie del pubblico impiego, ma si sentono in dovere di esprimere una decisa protesta adesso che sono gli unici discriminati sulla questione del recupero ai soli fini giuridici degli scatti stipendiali maturati durante il blocco e della mancata decorrenza dello sblocco dal 1° gennaio 2015.
La valutazione della ricerca concepita come esercizio burocratico che non porta alla distribuzione di risorse aggiuntive
La valutazione del sistema universitario è NECESSARIA E INDISPENSABILE, ma deve essere mirata al miglioramento e alla crescita generale, mediante la ripartizione di risorse aggiuntive rispetto a quelle ordinarie, già fortemente ridotte a seguito dei tagli suddetti. In queste condizioni la valutazione diventa solo motivo di competizione “fratricida” fra Atenei, fra Dipartimenti, fra colleghi e fra generazioni.
L’esercizio di valutazione VQR 2011-2014 è stato concepito in maniera verticistica, burocratica, macchinosa oltreché offensiva per il corpo docente, se si considera che per ben due anni di quelli coperti da valutazione il Ministero ha sospeso l’erogazione dei fondi per la ricerca di base.
Il Coordinamento afferma con forza che la questione non è la valutazione, anche se il nostro è l’unico comparto del pubblico impiego a essere valutato, peraltro solo in una delle nostre missioni – la ricerca – perché di didattica nemmeno si parla: un’ulteriore distorsione che affligge il sistema.

In data 25-01-2016, una delegazione  rappresentativa del coordinamento UNIFI è stata ricevuta dal Rettore Luigi Dei in seguito alla lettera da lui inviata al personale docente venerdì scorso per valutare la situazione della mobilitazione in atto a livello nazionale e locale. Il Coordinamento ha espresso il proprio apprezzamento per come il Rettore ha sollecitato in sede CRUI una considerazione attiva della questione del recupero degli scatti, per un intervento presso il MIUR mirato allo studio delle soluzioni tecniche del problema evidenziato dalla protesta in corso. Il coordinamento ha espresso, inoltre, piena condivisione delle analisi presenti nella prima parte della lettera su criticità da tempo rilevate anche dal corpo docente relative a tagli, sottofinanziamento, svilimento della dignità professionale depauperamento delle risorse finanziarie ed umane dell’Università.

Il Coordinamento ha manifestato soddisfazione per il fatto che, dopo mesi di silenzio, la CRUI abbia preso atto della protesta e si sia impegnata almeno a chiedere un tavolo tecnico ministeriale che affronti il problema, e a sollecitare uno slittamento ulteriore delle scadenza per la VQR. A questo proposito il Rettore ha precisato che nella prima riunione del tavolo tecnico erano presenti rappresentanti del MIUR, del CUN e della CRUI, mentre nella prossima riunione verranno invitati anche rappresentanti del MEF e della Funzione Pubblica.

Nella discussione con il Rettore sono state approfondite le ragioni sull’opportunità strategica dell’astensione dalla VQR, sottolineando che ha già dimostrato la sua efficacia, col rendere possibile l’apertura ad una considerazione concreta della situazione a livello ministeriale. Il tavolo tecnico infatti prenderà in esame le seguenti questioni: recupero degli scatti stipendiali e istituzione di un fondo integrativo per le future pensioni del personale docente con ridotta anzianità in ruolo. Inoltre è stata richiesta al MIUR la proroga della scadenza per la VQR e all’ANVUR una risposta al quesito sulla legittimità dell’inserimento d’ufficio dei prodotti per la valutazione.

Il Coordinamento valuta quanto emerso come un primo risultato positivo della mobilitazione in corso. Considera, tuttavia, che l’istituzione di un tavolo tecnico non sia garanzia sufficiente di una soluzione concreta  e nel senso atteso della questione sulla quale si è concentrata la protesta e, pertanto, conferma al momento la volontà di continuare nell’astensione dal collaborare alla selezione dei prodotti per la VQR. In quest’ottica si invitano tutti i colleghi ad aderire alla protesta per esercitare una pressione sul tavolo di trattativa ora istituito e raggiungere gli obiettivi prefissati.

Ribadisce, inoltre, la richiesta di una dilazione molto ampia dei termini della VQR in attesa di un pronunciamento del tavolo tecnico e del MIUR. In caso di esiti giudicati positivi dal Movimento Nazionale, il coordinamento si impegna a sospendere la protesta che, in caso contrario, continuerà in questa e in altre forme.

Coordinamento dell’Università di Firenze.
Firenze, 25 gennaio 2016.

  • Da Bari:
    Mozione dell’ASSEMBLEA dei docenti dell’ Ateneo barese, 25 gennaio 2016

I docenti dell’Università di Bari, riunitisi nell’Aula Magna dell’ex Facoltà di Agraria, dopo ampio dibattito sulle misure per l’università contenute nella legge di stabilità del 2015, riscontrano una inspiegabile discrasia tra alcuni positivi segnali, quali il rifinanziamento del FFO e le risorse per il reclutamento e il diritto allo studio, e il manifesto disinteresse per il buon funzionamento del sistema universitario pubblico nel suo complesso, dimostrato dall’assenza di qualsiasi riferimento al riconoscimento giuridico degli scatti di anzianità del quadriennio 2011-2014 e al riconoscimento economico del 2015. Se i vincoli di bilancio consentono nuove spese, allora nulla giustifica il perdurare di una misura così discriminatoria verso i docenti di ruolo, unica categoria non contrattualizzata sottoposta tuttora agli effetti del blocco. La misura, lesiva della dignità della docenza e del ruolo costituzionale affidato all’Università, ha effetti regressivi e specialmente pesanti per i colleghi più giovani, che hanno alle spalle un lungo precariato e davanti pensioni irrisorie.
Informata dello stato di avanzamento della protesta nazionale per il recupero degli scatti, focalizzata sull’astensione temporanea dalla VQR e promossa dal Prof. Ferraro del Politecnico di Torino, vista l’insufficienza degli inviti rivolti alle forze parlamentari nell’incontro del 30 novembre u.s., e richiamandosi alle deliberazioni delle precedenti assemblee del 15 ottobre e del 12 novembre u.s., l’Assemblea unanime al fine del riconoscimento degli scatti stabilisce di:

1. dichiarare lo stato di agitazione immediato in tutto l’Ateneo, a partire dalla sospensione dell’attività didattica e dal differimento degli esami nel periodo dall’1 al 4 febbraio 2016, chiedendo ai sindacati di sostenere l’iniziativa e agli altri Atenei statali italiani di coordinarsi;

2. accogliere la lettera di adesione all’astensione temporanea dalla VQR, sottoposta da alcuni colleghi, promuoverne la libera sottoscrizione tra tutti i docenti che condividano le ragioni di fondo della protesta, e trasmetterla al Magnifico Rettore;

3. rivolgere al MIUR, al CUN e all’ANVUR una richiesta di rinvio della VQR sino a quando non sarà fatta chiarezza sulle sue attuali criticità, generate in gran parte da una filosofia punitiva che crea distorsioni nel funzionamento della ricerca, e di invitare gli organi accademici e il Magnifico Rettore ad adoperarsi in tal senso in tutte le sedi competenti.

L’Assemblea delega i suoi promotori (Giacomo Eramo, Ivan Ingravallo, Paola Mairota, Fabio Mavelli, Ferdinando Pappalardo, Ezio Ritrovato e Carlo Spagnolo) a individuare eventuali ulteriori forme di mobilitazione pubblica che diano un segnale su scala nazionale, e a individuare un rappresentante per ogni dipartimento, al fine di assicurare la comunicazione celere delle informazioni. Essa si riconvoca il 3 febbraio 2016 alle ore 15.30 presso l’Aula “Starace” del Dipartimento di Scienze politiche.

Bari, 25 gennaio 2015

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ASSEMBLEE DI ATENEO mese di febbraio

Pavia, 4 febbraio
Cagliari, 5 febbraio (non solo su VQR)
Napoli, Coordinamento aperto Rete29aprile; assemblea cittadina, 5 febbraio (QUI il video del pomeriggio)
Università dell’Insubria, assemblea di ateneo, 8 febbraio
Palermo, assemblea di ateneo, 8 febbraio
Politecnico di Torino, assemblea di ateneo, 10 febbraio

Firenze, assemblea di ateneo, 10 febbraio

 

21 senati, 46 atenei, 129 mozioni. Aggiornamento sulla protesta (al 3 dicembre 2015 – Redazione ROARS)

La “forza tranquilla” della mobilitazione delle mozioni “stop-VQR” si è estesa a macchia d’olio: 129 mozioni in 46 atenei che da diverse angolazioni denunciano la disattenzione della politica per l’università e sottolineano che mancano le condizioni per procedere allo svolgimento della nuova VQR. In poco più di un mese una protesta capillare è salita dal basso attraverso i dipartimenti arrivando ormai agli organi di governo centrali. Di queste 129 mozioni, 21 sono state deliberate da senati accademici, tra cui quello di Napoli Federico II, l’ateneo del nuovo presidente della CRUI e il Senato Accademico di Genova, il quale (continua a leggere QUI)

Valutazione della Ricerca, sotto attacco da tutti i fronti (M. Viola, Uninews24)

Roma – Dopo lunghi mesi di assedio da parte dei numerosi critici, la VQR 2011-2014 (esercizio di Valutazione della Qualità della Ricerca promosso dall’ANVUR) arriva alle battute finali. Ma il malcontento non sembra placatosi, anzi: i detrattori stanno attaccando su almeno tre fronti, mentre l’Agenzia ha rinviato due volte la chiusura della prima fase (selezione e invio dei prodotti che saranno sottoposti a valutazione): la prima volta al 15 febbraio, la seconda a fine febbraio.
Continua a leggere questo articolo cliccando QUI

#VQRStaiSerena

[se sei qui per le possibili pratiche, scorri fino a Che fare?]

Con una programmazione tanto precisa e dettagliata quanto soggetta a continue proroghe e modificazioni, la VQR 2011-2014 prosegue la sua accidentatissima strada. Ci sono molti argomenti per augurarsi che il carrozzone messo insieme dall’Anvur finisca fuori strada, sperando che nessuno rimanga ferito, terminando finalmente un costoso e fallimentare esperimento definito “meritocratico” ma, nella sostanza, semplicemente distruttivo.

Un primo motivo è dato dal richiedere ai ricercatori e docenti italiani (che ci rifiutiamo di chiamare con il paternalistico termine “addetto”, quanto di più lontano si può immaginare a chi, per mestiere, deve creare, non eseguire) una quantità di lavoro incredibile ed assolutamente sproporzionata allo scopo, proprio quando vengono compressi i loro redditi, aumentati i carichi di lavoro, peggiorate le condizione generali di lavoro, e sostanzialmente annullate le prospettive future. Se competizione deve essere siano almeno forniti mezzi adeguati. Se devo competere con il triciclo contro una Ferrari non mi metterò a pedalare più forte che posso, mi farò una passeggiata. Solo quando il sistema avrà la sicurezza di un finanziamento sostenibile e saranno rese risorse aggiuntive oltre alla pura sopravvivenza allora si potrà parlare di “quota premiale”. Al momento, date le attuali condizioni, si abbia la decenza di lasciarci fare il nostro lavoro, sottopagato ed umiliato, ma almeno senza ulteriori intralci. Continua a leggere